
Se hai lavorato come dipendente nel 2025, c’è una cosa importante che devi sapere: dal 1° gennaio esiste una nuova somma extra a cui potresti avere diritto e che forse non hai mai visto arrivare in busta paga.
Questa somma viene calcolata mese per mese su una stima del reddito, e solo con la dichiarazione dei redditi si fa il conteggio definitivo. Se non l’hai ricevuta, o l’hai ricevuta solo in parte, il 730/2026 è il modo per recuperarla.
Non averla ricevuta in busta non è necessariamente un male, anzi. Nel caso tu abbia più CU o altri redditi può essere un bene, perché nel caso non ti spetti non dovrai restituirla.
Di cosa si tratta
Con la Legge di Bilancio 2025, il governo ha introdotto un beneficio economico per i lavoratori dipendenti legato al cosiddetto taglio del cuneo fiscale. In parole semplici: una somma in più riconosciuta a chi lavora da dipendente, proporzionale al reddito, che avrebbe dovuto arrivare ogni mese insieme allo stipendio.
Per i titolari di reddito complessivo non superiore a 20.000 euro, è riconosciuta una somma calcolata in percentuale secondo 3 diversi scaglioni:
- 7,1% per i redditi non superiori a 8.500 euro;
- 5,3% per i redditi superiori a 8.500 euro e fino a 15.000 euro;
- 4,8% per i redditi superiori a 15.000 euro e fino a 20.000 euro.
L’importo massimo è di 960 euro, riconosciuto ai titolari di redditi non superiori a 20.000 euro.
Se invece il tuo reddito complessivo 2025 è compreso tra 20.001 e 40.000 euro, la misura cambia forma: non è una somma in denaro ma una detrazione aggiuntiva sull’IRPEF. Pari a 1.000 euro per i redditi fino a 32.000 euro, e poi decrescente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro.
Chi può recuperarla con il 730/2026
Hai diritto a recuperare questa somma in dichiarazione se:
- Sei un lavoratore dipendente (pubblico o privato, tempo indeterminato, determinato, part-time, apprendistato)
- Il tuo reddito complessivo 2025 non supera i 40.000 euro
- Non hai ricevuto la somma in busta paga, o l’hai ricevuta solo in parte
Rientrano in questa platea anche chi ha avuto periodi di NASpI o disoccupazione, chi ha cambiato datore di lavoro durante l’anno, e chi ha altri redditi che il datore non conosceva e quindi non ha potuto applicare correttamente il beneficio.
Un caso frequente da tenere a mente: questa platea include i lavoratori domestici come colf e badanti, chi ha subito un’incapienza fiscale temporanea, o chi ha scelto esplicitamente di rinunciare all’erogazione immediata per recuperare l’intera cifra a rimborso.
⚠️ Una cosa importante: per “reddito complessivo” si intende tutto, non solo lo stipendio. Affitti, redditi da cedolare secca e altri redditi si sommano. È proprio il 730 a fare questo calcolo corretto su base annua, ed è per questo che vale la pena presentarlo con attenzione.
Come capire se l’hai già ricevuta o no
La risposta sta nella tua Certificazione Unica 2026, il documento che il datore di lavoro avrebbe dovuto consegnarti entro il 16 marzo. Non buttarla: è la chiave per capire cosa ti spetta.
Nella sezione della CU denominata “Somma che non concorre alla formazione del reddito”, il punto 724 indica se la somma è stata effettivamente erogata (Codice 1) o meno (Codice 2). In quest’ultimo caso, sarà possibile ottenere l’importo a rimborso nel 730.
Se trovi il Codice 2 — o se non sei sicura/o di cosa stai guardando — è il momento giusto per passare da noi.
Quanto potresti recuperare
Dipende dal tuo reddito e dai giorni effettivi di lavoro nel 2025, quindi non esiste una cifra valida per tutti. Quello che possiamo dirti è che questa somma si aggiunge anche al trattamento integrativo (il vecchio “bonus Renzi”), e chi ha diritto a entrambi i benefici e non li ha ricevuti in busta paga può recuperare in dichiarazione fino a 2.160 euro.
Per sapere esattamente quanto spetta a te, bisogna guardare la tua situazione specifica e questo è esattamente quello che facciamo al CAF.
C’è tempo, ma conviene non aspettare
Il 30 settembre 2026 è il termine ultimo per la trasmissione telematica del 730. Chi trasmette il modello nei primi mesi assicura che gli eventuali rimborsi IRPEF vengano accreditati tra luglio e agosto.
Più aspetti, più tardi arriva l’eventuale rimborso sul conto. Se hai già la documentazione a portata di mano, non c’è motivo di rimandare.
Vieni a fare due conti con noi
Lo sappiamo: leggere di percentuali, scaglioni e codici CU non è esattamente il modo in cui vorresti passare la giornata. È per questo che esiste il CAF.
Portaci la tua Certificazione Unica, un documento d’identità e le spese che vuoi portare in detrazione. Ci pensiamo noi a capire cosa ti spetta e come ottenerlo.
📞 0185.1871443 📍 Chiavari, Via Descalzi 1
